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IV. Percorso di Umberto Giunti (1886-1970): da 'Falsario in calcinaccio' a Botticelli e oltre

Umberto Giunti ("Falsario in calcinaccio")
Dramma muto
Stile del XV secolo
Frammento di affresco, cm 34 x 46
Dublino, National Gallery of Ireland

È indagata l'attività dell'altro grande «pittore di quadri antichi» nella Siena del Novecento. Una cospicua serie di falsi frammenti di affresco in stile quattrocentesco, provenienti dalla National Gallery of Ireland di Dublino e dal Museo Nazionale di Varsavia, per la prima volta riuniti assieme, consente di ricostruire l'attività iniziale di Umberto Giunti (dal 1907 al 1920 circa), quella riconosciuta, in un celebre saggio di Federico Zeri, al cosiddetto «Falsario in calcinaccio».

L'esposizione prosegue con alcune significative opere nello stile di Botticelli, realizzate da Giunti nel corso degli anni Venti, vertici estremi della sua attività. Ancora al secondo decennio del secolo spettano altre opere di considerevole fattura come la Madonna con il Bambino e santa Caterina d'Alessandria, nello stile di Matteo di Giovanni, pervenuta all'Accademia di San Luca di Roma con il lascito del barone Michele Lazzaroni, equivoca figura di marchand-amateur. Da segnalare la grande tavola nello stile di Sano di Pietro e il Ritratto virile di marca "antonelliana" concessi in prestito dalla Collezione Bologna-Buonsignori della Società di Pie Disposizioni di Siena, che si affiancano a altre opere provenienti da collezioni private.

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